Arte Marziale Tradizionale.

L'Aikido è una disciplina marziale giapponese puramente difensiva,
che non ricerca la sopraffazione dell'avversario, piuttosto la sua neutralizzazione non violenta.

L'Aikido discende direttamente dal Budo giapponese ,   l'Arte Guerriera dei Samurai,
e dimostra di possedere una reale possibilità per un efficace impiego nella difesa personale...   ciononostante non è finalizzato al combattimento.

Contrariamente ad altre arti marziali incentrate su movimenti lineari,   le tecniche dell'Aikido si sviluppano prevalentemente su un movimento circolare il cui perno è colui che si difende.
In tal modo egli stabilizza il proprio baricentro, decentra quello dell'avversario, e può sfruttare a proprio vantaggio l'energia prodotta dall'azione aggressiva fino a neutralizzarla.

Tecnicamente si basa su leve articolari e sbilanciamenti,   e la sua pratica si svolge attraverso un particolare metodo di attacco sviluppatosi dai Kata, con movimenti che consentono di utilizzare un ritmo molto potente, senza causare danni ai praticanti.     Tale metodo prevede che il partner con cui si pratica "riceva" il movimento con il proprio corpo affinché la forza centrifuga possa agire.

L'apprendimento avviene principalmente per imitazione.   L'insegnate mostra l'applicazione delle tecniche, nella forma di base o avanzata, in risposta a diversi tipi di attacco portati da un assistente (una presa al polso o alla giacca, un pugno allo stomaco, un colpo alla testa, un tentativo di immobilizzazione da tergo ecc.).   Gli allievi poi, in coppia, sperimentano la tecnica esercitandosi a turno nel ruolo di Torì (difensore) e di Ukè (aggressore),   in una relazione paritaria che permette la conoscenza, il dialogo e il confronto..    il rapporto non è verbale, è un vero contatto fisico e di mente.

Anche il "saper cadere", le cadute, costituiscono un gradino fondamentale nello studio dell'Aikido.   Non hanno solo lo scopo pratico di evitare di farsi male, ma permettono allo studente (avanzati e principianti senza disitinzioni) di confrontarsi con le proprie paure e di apprendere in forma istintiva l'unione corpo-mente.   Nel cadere continuamente si rivitalizza la percezione dell'equilibrio dinamico del corpo e si sgombra la mente dagli altri pensieri: esiste solo il cadere.. o la paura di cadere.